5 luglio 2019   — @ingiroconmarty

Brescia, leonessa d'Italia

Molte volte alcune città sono sottovalutate e poco conosciute sotto l'aspetto storico e architettonico: Brescia è sicuramente una di queste! Ed ecco che la nostra Travel Advisor Martina ci accompagna alla scoperta della cittadina lombarda in questo articolo che racconta il suo mini-tour di 3 giorni Buona lettura :)

— Fedele @ Wanderoo

"A Brescia?!E che c'è da vedere?" Questa è la domanda che mi è stata rivolta più spesso prima della partenza per un week end alla scoperta di questa elegante cittadina e delle rive del lago di Garda. La città di Brescia presenta uno dei maggiori complessi museali italiani: Santa Giulia-Museo della città, iscritto dal 2011 nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO, all'interno del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)".

Approfittando di qualche giorno di ferie a febbraio, ho trovato i biglietti super economy di Trenitalia e un'ottima offerta su Booking per l'albergo: l'Hotel Cristallo, a conduzione familiare, vicinissimo alla stazione (ma anche al centro: Brescia è una città a misura d'uomo!) e con un'ottima colazione (per info Booking). Viaggio in treno e albergo per tre notti è venuto a costare 175€.

DAY 1

Arrivata alla stazione di Brescia all'ora di pranzo, in cinque minuti ho raggiunto l'albergo. Le camere sono essenziali e pulite, il personale cordiale e disponibile. Dopo il check-in e un pranzo veloce, gambe in spalle e cartina alla mano, mi dirigo verso piazza Vittoria, centro cittadino. La piazza è stata creata in un vasto progetto di risistemazione urbanistica di epoca fascista: si nota lo stile inconfondibile nel Palazzo delle Poste e nel Torrione alto 60 metri. Un quadriportico, sopra il cui accesso si erge la Torre della Rivoluzione, chiude il lato nord-est. L'Arengario, pulpito in pietra porfirica rossa, ricorda che la piazza venne progettata per raccogliere le adunate. È qui che leggo "Brescia, leonessa d'Italia" e mi affiorano alla memoria reminiscenze scolastiche: durante le guerre per l'indipendenza dell'Italia, Brescia resistette dieci giorni all'assalto delle truppe austriache. Proseguendo dritta, entro in piazza della Loggia, simbolo della città.

Piazza della Loggia
Piazza della Loggia

L'impianto è rettangolare e prende il nome dal Palazzo della Loggia, sorto in luogo di una precedente Loggia, tra il 1492 e il 1570. Il piano terra presenta un grande porticato diviso in nove campate su colonne, con volte a crociera. Un portale maestoso dà accesso al porticato interno, dove oggi hanno sede le istituzioni comunali. La copertura a carena di nave sostituisce l'originaria distrutta nell'incendio del 1575. Sulla piazza affacciano anche gli edifici del Monte di Pietà Vecchio (1484-1489), con al centro una loggetta venezianeggiante, il Monte di Pietà Nuovo (1596-1600), i Portici e la Torre dell'Orologio (1540-1550). Due automi, i "macc de le ure" o "Tone e Batista", scandiscono le ore sulla campana del 1581.

A poca distanza, piazza Paolo VI è una delle più antiche della città. Fulcro della vita religiosa, presenta affiancati il Duomo Vecchio, o Rotonda, e il Duomo Nuovo. Il primo venne eretto alla fine dell'XI secolo mentre il secondo nel XVII secolo. Accanto a questo sorge il Palazzo del Broletto, centro del Comune e delle Signorie. In facciata spicca la Loggia delle Grida e la Torre del Pegól (popolo). L'interno si sviluppa su vari cortili interni, di cui il maggiore è quello del lato meridionale.

Piazza della Loggia 2
Piazza della Loggia 2

La pioggia interrompe la mia piacevole camminata: decido di visitare il complesso monastico di Santa Giulia. Approfitto del biglietto integrato con l'area archeologica di Brixia (15€) e dell'apertura straordinaria fino alle 22 (il giovedì) per visitarli entrambi. Il complesso monastico si trova su via dei Musei, decumano massimo in epoca romana, e venne fondato dal re longobardo Desiderio e dalla moglie Ansa nel 753. Degne di nota le chiese di Santa Maria in Solario, sacello del XII secolo dove è esposta la Croce di Desiderio, opera di oreficeria del IX secoli, ricca di cammei, gemme e pietre preziose, e la chiesa di San Salvatore, detta in seguito Santa Giulia.

La Croce di Desiderio
La Croce di Desiderio

Sulla facciata di questa, nella seconda metà del Quattrocento, venne eretto il "coro delle monache". L'area espositiva del Museo della Città si fonde con quella del complesso monastico: tra i reperti più famosi è la Vittoria Alata, scultura in bronzo del III secolo a.C., rimaneggiata nel I d.C.. Affascinanti i resti di due domus romane, delle Fontane e di Dioniso, rinvenute nell'ortaglia del monastero. Vale assolutamente la pena visitare il museo senza fretta, per poter apprezzare a pieno l'accattivante percorso espositivo e i magnifici pezzi in mostra.

Vittoria Alata
Vittoria Alata

Riprendo via dei Musei e mi incammino verso l'area archeologica del Foro e del Teatro Romano. Si è fatta, però, l'ora dell'aperitivo ed è impossibile non cedere alla tentazione del pirlo, lo spritz dei bresciani. L'Osteria Torre d'Ercole attira i l mio sguardo per l'ambiente accogliente, l'arredo con pezzi vintage e la location: la casa-torre di età altomedievale.

TIPPIRLO: è il tipico aperitivo bresciano, a base di vino bianco frizzante, Campari (o Aperol) e seltz. È molto simile allo spritz veneto ma non bisogna confonderli. A lui è dedicato un sito, www.pirlo.com, realizzato per cercare il miglior pirlo tra i locali di Brescia.

Rinvigorita, sfido il freddo sceso d'improvviso ed entro nell'area archeologica. La visita inizia dal santuario repubblicano del I secolo a.C. che conserva intatte le pareti affrescate. Su di esso Vespasiano eresse tra il 73 e il 74 d.C. il Tempio Capitolino, con le tre aule dedicate al culto di Giunone, Minerva e Giove.

Il Capitolium dell'antica Brixia
Il Capitolium dell'antica Brixia

Poco più in là, il Teatro, costruito in epoca Flavia (69-96 d.C.): di notevoli dimensioni, si ritiene potesse ospitare circa 15.000 spettatori. La scelta di visitare il sito in notturna, ha reso il tutto più suggestivo: assolutamente consigliata!

Non mi resta che assaggiare le specialità culinarie e l'osteria Al Bianchi, a due passi da piazza della Loggia, mi accontenta. Tovaglie a quadri, piatti della tradizione, ingredienti locali, gentilezza del personale: c'è tutto in questa osteria! Assaggio malfatti, stracotto d'asino e giardiniera: tutto buonissimo, anche il conto (22€)! Ora dritta a nanna!

TIPMALFATTI e CASONCELLI: i primi sono degli gnocchi molto grandi a base di spinaci, tipici della cucina lombarda, che vengono solitamente serviti con burro e salvia. I secondi sono dei ravioli a forma di mezzaluna, con farcia di carne, grana ed erbe aromatiche, serviti con burro fuso, tipici di Brescia e Bergamo. Buon appetito!

DAY 2

Brescia mi aspetta, ma prima una ricca colazione è necessaria per combattere il freddo! Il giro parte dalla chiesa di Nazaro e Celso, di architettura settecentesca ma che al suo interno conserva una pala d'altare di Tiziano e affreschi del Romanino; a poca distanza, su corso Martiri della Libertà, la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, testimonianza del primo Rinascimento lombardo. È stata edificata a partire dal 1488 per onorare l'immagine miracolosa della Madonna che oggi è conservata nell'abside. Imboccando via Pace si arriva alla chiesa di San Francesco d'Assisi, uno dei monumenti più affascinanti della città grazie ai suggestivi chiostri conventuali. Continuando sulla via, si staglia la duecentesca Torre della Pallata, fra i più importanti monumenti medievali.

La Torre della Pallata
La Torre della Pallata

Da qui si diparte via Mameli: in un palazzo, sulla destra, è incastonato un curioso faccione in pietra dal naso mozzato, il Mostassú delle Cosere.

TIPIL MOSTASSÚ: questo faccione, situato tra via Mameli e contrada delle Cosere, è legato alla figura dell'imperatore Enrico VII. Nel 1311 a Brescia, i ghibellini vennero cacciati via dai guelfi e l’imperatore pose sotto assedio la città, giurando che avrebbe tagliato il naso a tutti i cittadini. Fu merito del legato pontificio se ciò non avvenne: questi riuscì a placare le ire di Enrico VII, che si accontentò di mozzare il naso alle statue della città.

All'altezza di una fontana neoclassica, una piccola deviazione porta alla chiesa di San Giovanni Evangelista. Nella cappella del Santissimo Sacramento si ammira il ciclo pittorico ad opera del Moretto e del Romanino. Mi dirigo verso piazza del Vescovato e la Biblioteca Querniniana. Questa, istituita nel 1747 per volere del cardinale Angelo Maria Querini, è uno scrigno di bellezze: affreschi, codici miniati, pergamene, incunaboli e oltre 400.000 volumi.

Sala di lettura della Biblioteca Querniniana
Sala di lettura della Biblioteca Querniniana

Ormai i morsi della fame si fanno sentire e lo stomaco mi riporta verso via dei Musei: uscendo dal complesso di Santa Giulia avevo notato, infatti, un piccolo caffè, Agorà, accogliente e con un'ottima scelta tra piatti caldi e freddi, per un pranzo veloce ma gustoso. Non rimango delusa. Il locale è piccolo ed estremamente affollato ma sono fortunata a trovare un posto!La lista di panini è infinita: uno più buono e invitante dell'altro.

Mi rifocillo a sufficienza prima di ricominciare a girare: mi attende la salita al Castello! Il colle Cidneo (245 m) è quello che delimita a nord-est la parte antica della città e sulla cui cima si trova il Castello, sede del Museo delle Armi e del Museo del Risorgimento. Decido di fare una passeggiata per godere della vista della città dall'alto ma rimango un po' delusa per via del cielo coperto: peccato!

Veduta dal Castello di Brescia
Veduta dal Castello di Brescia

Mi accingo a tornare in centro per fare quattro passi su corso Zanardelli, via principale della città. L'andamento regolare ed elegante dei portici è interrotto dalla monumentale facciata del Teatro Grande. Al suo interno, la Sala del Ridotto, progettata nel 1806, è uno dei più pregevoli esempi del rococó bresciano.

TIPODS, L'OUTLET DEI DOLCI: sapete che, in pieno centro, c'è un negozio che vende dolci, di tutti i tipi e di tutte le marche, a prezzi superscontati? ODS, in via Dante 15 /A, è un paradiso calorico dove si deve assolutamente andare!

Non posso saltare l'ora dell'aperitivo: voglio assaggiare il famoso champagnone, cocktail tutto bresciano che si può sorseggiare solo da Viselli, storico bar in via Tosio. Non essendo abituata a bere, chiedo com'è fatto il drink ma non ricevo risposta: componenti assolutamente top secret! Sfido la sorte e lo assaggio: da provare ma..occhio alla testa!

Lo champagnone di Viselli
Lo champagnone di Viselli

Ora non resta che soddisfare lo stomaco affamato. Ho consultato The Fork per cercare qualche ristorante nelle vicinanze, magari anche in sconto, e Ristosalumeria mi ha convinta: prenoto! Il locale è spazioso e luminoso, con un arredo moderno e la cucina a vista. Taglieri di affettati e di formaggi, pane ai cereali fatto in casa, risotto alla zucca con pancetta croccante, lasagnette al prosciutto affumicato, penne ai funghi porcini e salsiccia: tutto squisito! Approfitto della passeggiata per tornare in albergo per digerire!

DAY 3

Da Brescia, il Lago di Garda è veramente vicinissimo: dedico una giornata alla scoperta di Desenzano e Sirmione. Molti i treni regionali che effettuano i collegamenti, impiegando circa 15 minuti (3,3€ a tratta).

Mi sveglio di buon ora per non perdere nemmeno un minuto di quest'ultimo giorno di vacanza!Scesa alla stazione di Desenzano, con una piacevole passeggiata, arrivo in centro: balconi fioriti su palazzi dalle facciate colorate animano questa piccolo paese. Il porto vecchio è circondato da edifici in stile veneziano, sui quali svetta Palazzo Todeschini.

Il porto vecchio
Il porto vecchio

Alle spalle, il Duomo, costruito alla fine del XVI secolo, ospita l'Ultima Cena, capolavoro del Tiepolo. Mi addentro tra i vicoli di impianto medievale per raggiungere il Castello, imponente costruzione che domina il centro abitato, ricostruito in epoca medievale su un precedente castrum romano. La vista dal belvedere spazia su tutto il lago e sulle montagne innevate.

TIPLA VILLA ROMANA: proprio nel centro storico, si trovano i resti di questa villa, abitata dal I secolo a.C. al V secolo d.C.. Eccezionali le decorazioni a mosaico giunte fino a noi, che valgono sicuramente la visita (info e orari sul sito della villa romana di desenzano).

Per raggiungere Sirmione, che si trova a pochi chilometri, prendo l'autobus 26 (direzione Verona) o su via Marconi o dalla stazione ferroviaria. Per gli orari di andata e di ritorno, basta andare all'Info Point del porto vecchio. In circa 20 minuti arrivo alla Rocca Scaligera, simbolo di Sirmione. Si presenta come un baluardo, a difesa del punto più stretto della penisola, circondato da un fossato che sfrutta le acque del lago.

La Rocca Scaligera di Sirmione
La Rocca Scaligera di Sirmione

Non posso camminare oltre senza mettere qualcosa nello stomaco e opto per un pranzo veloce: il bar Cristallo (via Porto Vecchio) mi ha attirato per l'ampia scelta di panini e per i prezzi contenuti!

Riprendo ad esplorare il borgo, perdendomi tra i vicoli e scoprendo scorci sul lago. Noto che la Callas è stata qui: una targa commemorativa svetta sulla palazzina dove pernottò e così capisco perchè il parco prospiciente le sia stato dedicato. Sfidando un vento sferzante, arrivo fino alla punta della penisola, dove, in epoca augustea, sorgeva una splendida villa, oggi ricordata con il nome di Grotte di Catullo. È il più importante esempio di residenza signorile dell'Italia settentrionale e l'area oggi visitabile copre una superficie di circa due ettari. È ricordata con il nome di Catullo perché il poeta latino dedicó a Sirmione alcuni versi, gioiello tra tutte le isole e penisole dei mari e dei laghi. La camminata per tornare alla fermata del pullman è lunga: a tutto gas visto che, ridendo e scherzando, non mi sono accorta dell'ora! Tra autobus e treno, in circa un'ora sono di ritorno a Brescia. Un breve salto in albergo e..via, pronta per la "movida", direzione piazza del Vescovado per un bicchiere di vino al Mon Petit Bistrot. Provo il Lugana, un bianco tipico della zona, dal gusto fresco e con note fruttate. Ne approfitto per decidere dove andare a cena: la scelta è difficile perché è l'ultima sera e devo assolutamente azzeccare!Mi era stato segnalato Il Polentone, in zona San Faustino (polentoneburgerbistrot): rimane un po' fuori mano ma, visto che camminare non mi spaventa, seguo il consiglio. Ottima decisione: il locale è tutto prenotato (nel week-end, infatti, meglio fare un colpo di telefono) ma il proprietario mi trova un tavolo. Le specialità qui sono gli hamburger (di tutti i tipi veramente!) e la polenta: tutto squisito e i prezzi sono ottimi (antipasto, secondo e bibite 17€ circa!). Non mi va di tornare subito in albergo: voglio salutare Brescia godendo della vista di piazza della Loggia e di piazza Duomo illuminate, per portarla come ricordo una volta tornata a casa. E guai al prossimo che mi chiede cosa c'è da vedere a Brescia!!!

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